Storia
Arte
Una breve panoramica del patrimonio artistico dell'Opera di S. Maria del Fiore.
La decorazione scultorea del '400
La facciata del Duomo, le sue quattro porte laterali e il campanile costituirono
tra il XIII e XV secolo un vero e proprio museo all'aperto della scultura fiorentina,
nonché una sfida per gli artisti a ricercare nuove, personali soluzioni. Il percorso
di Donatello è legato in gran parte proprio alla sua attività per l'Opera di Santa
Maria del Fiore, che lo impegnò dai suoi esordi. Attraverso il Profetino per la porta
della Mandorla, il David in marmo, destinato a un contrafforte della Cupola e oggi
conservato nel Museo del Bargello, poi il San Giovanni Evangelista per la facciata,
Donatello stabilì i capisaldi della propria poetica e pose le basi della scultura
rinascimentale. Con la serie dei cinque Profeti e l'Abramo per il campanile, eseguiti
a partire degli anni Venti e Trenta del Quattrocento, e con la Cantoria terminata nel
1439, propose la sua personalissima interpretazione dell'arte classica, sconvolta da
una forza interiore che anima volti, panneggi, gesti, capigliature, esempio di libertà
espressiva e rigore formale. Lasciò infine un esempio della sua potenza creativa
finale nella tardissima Maria Maddalena del 1453, una figura drammatica animata
da un'energia puramente spirituale, ormai priva di qualsiasi traccia di idealizzazione
classica, destinata al Battistero e conservata oggi nel Museo dell'Opera del Duomo.
Negli stessi anni altri grandissimi scultori fiorentini ebbero incarichi importanti.
Nell'interno del Duomo, sopra le porte delle Sagrestie, al ritmo sfrenato della
Cantoria di Donatello si contrapponeva la misura pacata della Cantoria, coeva, di
Luca della Robbia, oggi entrambe nel Museo dell'Opera. Negli anni Quaranta Luca
eseguì anche le due lunette in terracotta invetriata che coronano le porte delle
Sagrestie e, durante gli anni Settanta, i rilievi dei battenti bronzei. In anni precedenti
lo stesso maestro aveva completato il ciclo di formelle per il Campanile iniziato da
Andrea Pisano.
Il Battistero di San Giovanni e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, che insieme
costituiscono il centro religioso di Firenze, furono anche il luogo privilegiato
dell'attività di Lorenzo Ghiberti, che dopo il famoso concorso vinto nel 1401 per
una delle porte del Battistero (l'attuale porta nord), ebbe anche la commissione per
la porta est, definita da Michelangelo "Porta del Paradiso", terminata nel 1452: le
formelle bronzee che foderavano i battenti, oggi sostituite da copie e conservate
nel Museo dell'Opera del Duomo, testimoniano l'eloquio elegantissimo del maestro,
aggiornato sulle novità rinascimentali della rappresentazione dello spazio, ma
convinto della validità espressiva di ritmi e cadenze gotiche. I medesimi caratteri
plasmano i rilievi della cassa bronzea per le spoglie di San Zanobi, ultimata dal
Ghiberti nel 1442.
Tra i maestri più noti è anche Nanni di Banco che, dopo i rilievi della Porta della
Mandorla (lato nord del Duomo) nell'ultimo decennio del Trecento, aveva scolpito
nel 1421 il San Luca per la facciata. La fabbrica di Santa Maria del Fiore offrì
occasioni importanti anche a una schiera di scultori meno conosciuti ma di levatura
alta, come Niccolò Lamberti, il Ciuffagni, Nanni di Bartolo e Andrea di Lazzaro
Cavalcati detto il Buggiano, autore dei due bellissimi lavabi delle sacrestie, pensati
probabilmente insieme al padre adottivo, Filippo Brunelleschi.



